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Cornerstone, Magic Maze, 19 luglio – Report torneo

Dal viaggio verso Prato alla finale contro Giovanni: il racconto del Cornerstone organizzato dal Magic Maze, tra matchup infuocati, giocate memorabili e una lunga corsa con Imposter.

Copertina articolo: Cornerstone, Magic Maze, 19 luglio – Report torneo
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PietroD

È domenica e non c’è modo migliore di passare la giornata che giocare a Sorcery.


L’occasione è il Cornerstone organizzato dal Magic Maze. Mi apposto in stazione per prendere il treno per Prato, incontro la crew di Roma, ci prendiamo un caffettino e siamo pronti.


Il caldo della piana fiorentina durante il viaggio si sarebbe presto rivelato una perfetta premonizione dei match-up che avrei affrontato.


Round 1 – Simone (Pathfinder Mono (F))

E infatti, al primo round, mi trovo contro Simone, uno dei local con cui mi capita spesso di contendermi il reame. Pilota un classico mono ultra bollente. Un match-up non semplice, e di certo non quello che avrei voluto affrontare per iniziare il torneo.


L'aggressività di un mono nell'early game può compromettere parecchio il mio gameplan. È un mazzo che offre davvero molti modi per togliere la maschera all', quindi bisogna restare vigili e prestare molta attenzione al posizionamento di ogni pezzo e di ogni sito nel reame.


Giocare contro , però, crea anche una situazione interessante. L’avversario, tendenzialmente, svilupperà il proprio reame da un solo lato. Se hai la possibilità di trasformarti in , puoi creare abbastanza distanza da impedirgli, proprio a causa della sua stessa abilità, di collegare i siti e abilitare quei maledetti proiettili delle : gli smascheratori definitivi!


Non ricordo con precisione i primi turni. Simone parte con pressione, ma senza riuscire a sopraffarmi. Riesco a gestire le sue aggressioni e ho modo di giocare , che avevo tenuto nella mano iniziale dopo aver mulligato le altre due carte (keep folle? Chissà... io di solito la tengo). Quando, al quinto turno, con il board completamente vuoto, il tuo / riesce finalmente a giocare ... ti senti un drago.


La partita prosegue. Va detto che io pesco bene e Simone un po' meno. Riesco a lanciare seguita dalla maschera di che, da una parte, intacca i punti vita dell'avversario e, dall'altra, mi rifilla la mano.


Da lì inizia una sequenza di turni che potrebbe tranquillamente intitolarsi “Boudicca la Cospiratrice”.


Lo spiraglio per ribaltare la partita si apre quando Simone gioca e, subito dopo, un prende il controllo di . I miei punti vita iniziano a scendere in maniera piuttosto preoccupante.


Fortunatamente topdecko .


Per arrivare a sfrutto , spingendo in avanti un . L'Illusionist evoca dal cimitero il suo fratello uno step più avanti, permettendomi così di entrare nel range necessario per rubare .


Al turno successivo arriva anche un secondo su . Meno male che, nel frattempo, aveva già deciso di tradire il suo padrone.


Primo round portato a casa.


Round 2 – Giovanni (Ordinary Mortals)

Al secondo round gioco contro Giovanni degli Ordinary Mortals.


Ultimamente abbiamo giocato spesso su TTS, quindi so bene che devo stare attento. Il suo mazzo ha partenze esplosive e, proprio per come è costruito il mio, rischio di andare sotto con i punti vita molto in fretta. So però anche dove posso colpirlo: se riesco a gestire i suoi minion più fastidiosi e appiccicosi, ha pochi modi per togliermi la maschera.


E infatti, come previsto, mi ritrovo subito sommerso dai minion che iniziano a intaccare i miei punti vita.


Ultimamente sono tornato a giocare Lockout. Mi piace avere informazioni sulla mano dell'avversario, soprattutto perché gioco un avatar che rischia facilmente di perdere la propria abilità. La scelta si è rivelata azzeccata e, nel corso del torneo, mi ha permesso di costruire diverse giocate interessanti.


Questa, però, non è una di quelle.


Al terzo turno gioco Lockout con l'intenzione di guardargli la mano e decidere se fare il goloso trasformandomi in un turno prima del previsto. Con mia grande sorpresa, però, trovo . Non gliel'avevo mai vista giocare su TTS. Un bel colpo basso.


Fra gli attacchi dei Paladini, delle Gargantule e un , arrivo a Death's Door piuttosto in fretta. Tra bloccanti e cambi di maschera riesco però a stabilizzare il board, continuando allo stesso tempo a mettere pressione sui suoi punti vita.


Ed è qui che, finalmente, riesco a realizzare una giocata che cercavo di mettere in pratica da parecchio tempo.


La chiameremo “The Rack Bridge Lock”.


L'avatar dell'avversario era stato stretchato due volte grazie a due attacchi con , formando una “L” perfettamente incastrata fra due . Qualunque movimento avesse scelto di fare avrebbe inevitabilmente innescato il trigger di uno dei due siti.


È per queste follie che amiamo questo gioco.


Round 3 – Geomancer

Terzo round contro un ragazzo di Verona che pilota .


È un giocatore relativamente nuovo, abituato a giocare quasi esclusivamente con il suo compagno di viaggio, con cui è venuto al torneo. Hanno deciso di presentarsi praticamente alla cieca, con la sola voglia di confrontarsi con altri appassionati e passare una giornata a giocare.


Questa è una delle cose che più amo di Sorcery.


Mi è già capitato più volte di incontrare persone che fanno ore di macchina senza conoscere nessuno, semplicemente per vivere un torneo. E molto spesso tornano a casa con nuovi amici, nuovi compagni di avventure e una collezione un po' più ricca grazie agli scambi fatti durante la giornata.


Non importa quanta esperienza tu abbia. Buttarsi in un evento con un pizzico di incoscienza è una delle cose più belle che questo gioco possa offrire.


Perciò lo dico ancora una volta: andate agli eventi. Ne vale davvero la pena.


Torniamo alla partita.


Un po' la differenza di esperienza e, soprattutto, un mio early game semplicemente devastante mi permettono di portare a casa la vittoria.


L'apertura è una di quelle che questa build sogna: turno due , turno tre evoco il suo fratello e gioco .


L'avversario ha già due pedine in campo: uno evocato da e una pedina evocata da un Village.


A rincarare ulteriormente la dose, il gira un secondo accanto al primo, creando un'altra pedina... che finisce direttamente sotto il mio controllo.


Round 4 – Jek

Quarto round.


Il mio avversario lo conosco molto bene. Ormai abbiamo perso il conto delle volte che ci siamo contesi il reame.


Jek è famoso sia per i suoi mazzi turbo-aggressivi sia per le sue pescate epiche, quindi mi aspetto una partita intensa.


Gioca un aggro costruito con grande attenzione all'accessibilità e a una curva di mana molto pulita.


E infatti parte fortissimo.


Turno uno . Turno tre .


Fin da subito mi viene impedita una delle linee più importanti del mazzo: cambiare maschera con Cuor Leggero.


Per fortuna arriva in mio soccorso e riesce a rimettere un po' d'ordine sul board, permettendomi di respirare.


Round 5 – Pini

Quinto round contro un altro dei local: il Pini.


Anche lui gioca , ma con una build molto diversa da quella di Jek, pur mantenendo un approccio estremamente aggressivo.


Anche questa volta mi ritrovo immediatamente sotto pressione.


Al terzo turno ho un davanti al mio avatar e un che mi distrugge un sito, rallentando parecchio il mio sviluppo.


Riesco comunque a portare a casa anche questa partita, grazie anche a una giocata che avrò modo di ripetere in maniera molto simile contro Jek durante la Top 8.


Siamo al quarto turno.


Gioco Lockout.


Guardo la sua mano e vedo .


Sto per concludere il turno, ma mi accorgo di avere ancora un mana disponibile.


Controllo le threshold.


Ci sono.


Lancio .


A questo punto il Pini si trova davanti a una scelta molto scomoda: usare immediatamente , perdendo un suo pezzo e, di fatto, il turno, oppure lasciarmi le rane in campo e affrontarne tutte le conseguenze.


Decide di gestire subito la situazione, sacrificando un con per eliminare le rane.


E ha fatto bene.


Contro … ehm, , le rane vanno sempre eliminate all'istante.


Top 8

Ci siamo. La Top 8.


Da qui in avanti le cose si fanno serie: i round durano di più, ma ogni partita è a eliminazione diretta.


Quarti di finale – Pini

Il primo turno della Top 8 è di nuovo contro il Pini.


La partita parte nel migliore dei modi. Riesco subito a mettere sul tavolo minion più grossi e più resilienti dei suoi, prendendo rapidamente il controllo del board.


La giocata che ricordo meglio, e che si rivelerà fondamentale per chiudere la partita, vede protagonista .


Per tre turni tiene inchiodato un , impedendogli di incidere sulla partita e drenandogli complessivamente sei punti vita.


Una di quelle giocate che, a posteriori, ti fanno capire quanto un singolo pezzo possa cambiare completamente l'inerzia di un game.


Semifinale – Jek

Ed eccoci di nuovo contro Jek.


L'inizio questa volta è dalla mia parte.


Turno due e .


Turno tre evoco il fratello dell'Illusionist e seguo con .


Siamo ancora agli inizi del midgame quando si presenta una situazione interessante.


Una di quelle in cui puoi mettere l'avversario davanti a un bivio.


Gioco Lockout.


Guardo la sua mano.


Vedo una .


Perfetto.


A questo punto gioco e, subito dopo, , evocando le rane direttamente davanti al suo .


Ora Jek deve scegliere.


Gestire immediatamente le rane oppure lasciare indisturbata .


Decide di occuparsi delle rane.


E, sinceramente, qualunque decisione avesse preso mi sarebbe andata bene.


Più gioco questa carta, più inizio a vedere come una specie di Time Walk.


La missione di Jek per tutta la giornata era riuscire a fare una giocata con .


Dopo che ero stato io stesso a convincerlo a inserirla nel mazzo, direi che è giusto che riesca finalmente a metterla in pratica... proprio contro di me.


con sono una combinazione sorprendentemente divertente.


Complice il clima estremamente rilassato e caciarone che si era creato attorno al tavolo 1, il fatto che fossimo ormai al settimo game della giornata e un'interazione che nessuno di noi aveva mai affrontato prima, succede quello che non dovrebbe succedere.


Mi dispiace dirlo, ma nel caso in cui il footage della partita venga pubblicato, noterete che chiudo la partita con una giocata illegale.


Ero Oversize e sotto , quindi non potevo fare step al di fuori della Sphere.


L'idea era fare uno step laterale, allinearmi con il avversario e chiudere con dal cimitero trasformandomi in .


Mi sembrava una conclusione decisamente più scenica rispetto alla linea più semplice: giocare un minion e chiudere con dalla mano.


A posteriori, la linea veramente epica sarebbe stata un'altra.


Trasformarmi prima in , rimuovere , fare lo step laterale e solo dopo diventare per chiudere con .


Il mana c'era.


Avevo .


È andata diversamente.


Pazienza.


Per farmi perdonare offrirò quantità industriali di birra a Jek.


Finale – Giovanni

E poi arriva la finale.


Ad aspettarmi c'è il famigerato Giovanni, campione italiano indiscusso.


È stata una partita bellissima.


Una di quelle partite piene di “e se...”.


“E se avessi fatto uno step diverso?”


“E se avessi tenuto quel mana?”


“E se quella carta fosse rimasta un turno in più?”


È stato un continuo.


Un controllo del board quasi totale da entrambe le parti, dove , , , e hanno fatto fumare il cervello a entrambi per tutta la partita.


Non voglio raccontarvi ogni singolo dettaglio.


Vi invito semplicemente ad andare a guardarla quando verrà pubblicata sul canale degli Ordinary Mortals. Ne vale assolutamente la pena.


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